Una lingua inutile

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Di Felicia Jennings-Winterle
Editoriale, Maggio 2016
Traduzione: Uyara Liege

i-nu-ti-le

  1. Ciò che non è utile; invano.

2. infruttuoso, vano, disutile  U-ti-le(dal lat. inutĭlis)1. Ciò che è necessario; che presenta la caratteristica dell’indispensabilità o dell’utilità; redditizio; vantaggioso.2. Si dice dei giorni che non sono festivi.

Due anni fa, un giornale brasiliano ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una nota sulla creazione del “Giorno della Lingua Portoghese” come eredità linguistica (16 maggio). Immaginate la nostra sorpresa quando abbiamo letto i commenti dei diversi iscritti alla pagina che dicevano, tra le tante idiozie, che erano rimasti sbalorditi da tale iniziativa poiché ritenevano il portoghese una lingua inutile e che queste proposte erano solo motivi di imbarazzo per i brasiliani che vivono all’estero.

???

Esattamente quello che ho pensato io. Da allora ho riflettuto sulla inutilità di una lingua … una lingua può essere inutile?

La lingua è solo uno degli aspetti che definiscono un individuo, una comunità o una nazione. È forse uno degli elementi di identità più visibili, insieme alla cucina di un popolo ed al colore degli occhi, della pelle o dei capelli di una persona. Comunica una quantità di altri aspetti invisibili – il modo di essere, di ragionare, di rispettare le leggi, dei rapporti con le persone e con l’ambiente, di lavorare in gruppi, di criticare, di giocare, di imparare, di crescere.

Ecco perché, quando si parla di una lingua, in realtà stiamo parlando di chi siamo. E, oserei dire, se consideriamo la nostra lingua una lingua inutile … (A buon intendirore poche parole). Una veloce ricerca su Google, nostro grande amico, rivela che la lingua portoghese, ufficiale in 9 paesi, si trova al sesto posto tra le lingue più parlate al mondo, circa 260 milioni di persone (numero variabile). Secondo il sito “Socialbakers”, questa lingua inutile è la terza più utilizzata su Facebook, il più grande social network.

La nostra lingua è così inutile che il suo insegnamento cresce “solamente” in tutto il mondo. In questo momento il Brasile sta attraversando un periodo di difficoltà visto che ha perso popolarità nello scenario mondiale. Ma il Brasile, si pensi, non è l’unico paese che parla questa lingua e (con ancora maggior sorpresa) la sua situazione politica ed economica non è l’unica ragione per cui si desidera imparare/insegnare questa lingua.

Potevamo parlare di numerose statistiche che mettono la nostra lingua inutile in evidenza, ma non lo farò. Preferisco sottolineare il tipo di educazione/promozione delle generazioni nate e cresciute in paesi che parlano altre lingue.
+ Hai mai visto il documentario “Brasil com S – a língua portuguesa no exterior”?

A tal proposito, l’utilizzo variegato che in portoghese si fa di nomi ed abbreviazioni produce una ricezione disomogeneada parte di ricercatori ed educatori, il che produce tipologie di studio diverse, è questa una problematica che si osserva ancora oggi. Da queste parti, noi chiamiamo questo settore di studi “Portoghese come Eredità Linguistica” (PLH, in portoghese, Português como Língua de Herança).

La sua inutilità è, in realtà, un vantaggio accademico. Per coloro che desiderano approfittare dei numerosi vantaggi del bilinguismo, questo è un modo “naturale”, quasi “fai da te”, per educare un cittadino globale. Nutrire il portoghese a casa, come lingua minoritaria, si traduce in un’esperienza duplice, di almeno due lingue, visto che la società già occupa la routine del bambino con inputs della lingua di maggioranza. È anche un differenziale sociale per quanto riguarda le relazioni, le modalità di interazione e di comunicazione tra familiari, colleghi (scuola, lavoro e nella stessa comunità) e tra gli esseri umani in generale. È già noto da molti studi che il bilinguismo dà forma al nostro modo di pensare, di ragionare e di trattare con la diversità. Per me, la maggiore delle inutilità di questa lingua è la possibilità che offre di realizzazione personale.

La promozione del portoghese, come eredità linguistica, è stata un impiego formale o informale per almeno 500 donne (esistono anche uomini coinvolti ma l’attenzione oggi è sulle donne) che, in tutto il mondo, si riuniscono e diventano educatrici in vari contesti.

Io sono una di loro. Trascorro la giornata a fare ricerca, insegnando e costruendo mezzi per fare di questa inutilità qualcosa di significativo, vantaggioso ed utile.

Se nel mese di maggio abbiamo 2 opportunità di pensare alla (in)utilità di una lingua – il 5 maggio è il giorno della Lingua Portoghese nei paesi che parlano il portoghese ed il 16 maggio è il giorno del Portoghese come Eredità Linguistica – è perché nessuna lingua, tanto meno la nostra, dev’essere considerata spregevole. Per inciso, la ragione per cui è stato creato il giorno del PLH (in portoghese, Português como Língua de Herança) è molto semplice – celebrare questa specialità in merito all’ insegnamento/promozione linguistico-culturale e alle diverse iniziative che si propone di diffondere questa eredità.

In tutto il mondo ci sono circa 100-150 organizzazioni che con un budget molto ridotto, ma con una grande predisposizione d’animo, fanno di tutto – ma davvero di tutto – per dimostrare come la lingua portoghese sia utile, necessaria e preziosa. La ricchezza e la diversità della nostra lingua sono sperimentate tramite proposte di narrazione di storie, di scambio e prestito di libri, musica, danza, teatro, alfabetizzazione e attraverso feste tradizionali. Il movimento di queste iniziative è diffuso nelle Americhe, in Europa, Asia, Oceania e Africa.

Ma qualcosa non mi passa mai di mente. Si può anche non essere d’accordo con quelli che hanno definito la lingua portoghese come inutile, ma quanto è utile questa lingua per i loro figli? O meglio, che vantaggio potranno ottenere da questa eredità quando cresceranno? L’eredità che lasciate loro include un linguaggio utile o “inutile”?

È su questo che vi invito a pensare in questo mese.

 

Screen Shot 2015-10-20 at 8.49.02 PMFelicia è un’educatrice e ricercatrice della lingua portoghese come eredità linguistica. Fondatrice del “Brasil em Mente” ed editrice della “Plataforma Brasileirinhos”.
© I nostri contenuti sono protetti dai diritti d’autore. Condividere solo con il link, citando: Plataforma Brasileirinhos, Brasil em Mente.

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